9a giornata ritorno 4 aprile 2008
C.C.Lonigo - La
Favorita 3-0 Bellini, Spoladore (R), Perin
Prima del solito terzo tempo, ossia, la cena
post partita, che sfortunatamente non si svolge più presso gli
spogliatoi del campo di S.Marina, mi sono soffermato con un grande
del calcio leoniceno che in ogni serata di campionato mette "anima e
core" per i compagni di squadra e la maglia: Mauri Manega.
E, tra un aperitivo ed una Merit ed un
autografo fuori dal Ristorante, il regista Manega, mi rilascia del
via del tutto eccezionale un'intervista.
G=Giampe
M=Mauri Manega
G:Allora Maurizio cosa ci racconti?
M:Eccomi qui. Stasera sono stanco. Stanco di
giocare ancora questo ruolo di assist-man-prodigio! Stanco di veder
vincere. Stanco di veder piangere i miei atleti colleghi. Ho dato
tutto per loro!. La loro gioia è il mio impegno, la mia vita passata
tra gli spogliatoi, i contratti ed il pallone. Stanco di far segnare
e far sognare. Stanco di gioire vedendo giovani entrare in carriera
e i vecchi lasciarmi per altre mete, la pensione, il lavoro in Banca
o magari nell'artigianato. Sono stanco di poter dire che io sono il
loro padre, il loro club, la loro partita della vita. Stanco di
tornare a casa e vedere la folla di giornalisti e paparazzi che
giornalmente mi aspettano davanti alla mia villa di Praissola.
Stanco di soldi, fama, donne e successo.Stanco di televisione e
teleconduttrici. Stanco di ridere e far divertire. Stanco di dover
ogni giorno confrontarmi con un incontro, un'area, una rete, un
terzino ed un portiere mastino! Stanco di affrontare Mister che ti
vogliono per tutti i 90 minuti, e tutti i campionati della stagione.
Stanco di andare in concessionaria a cambiar fuoriserie ogni fine
del mese, ed incontrare il mio procuratore, che ha la lista degli
ingaggi possibili, per i prossimi 20 anni. Stanco di incassare soldi
e di fare del bene in beneficienza. stanco dei titoli, e dei Palloni
d'Oro! Stanco di vestirmi di moda, ancor prima che venga inventata.
Stanco di abbracci e pacche sulle spalle. Stanco di Pizzul e
Martellini, di Nazionale ed Internazionale, di Lippi, Trapattoni,
Percali e Donadoni. Stanco di correre tra uno stadio ed un altro. Ma
felice di vivere.
G:Bene Mauri, mi piace la tua concretezza
nelle risposte.
M: Lo sai Giampe che in
te vedo il sorriso e la professionalità giornalistica, perciò
stasera il mio cachè è sotto il trentino di euro! Ma una preghiera
Giampe: fai in modo di far sapere al Mister Percali, che durante le
prossime partite mi cambi. Che dia il modo ad il resto della squadra
di poter giocare. Di poter entrare al mio posto qualcun'altro, in
mio onore, di portare avanti dopo i miei minuti di gioco, gioia,
felicità, lealtà, preghiera, stile, classe e sopratutto generosità.
Perchè è tutto ciò che desidero adesso, nel pieno della mia immensa
carriera.
G: Ok, Maurizio,farò il possibile per
farglielo sapere! Ma adesso, dimmi con le tue modeste e chiare
parole da vero figlio del pallone, la cronaca di questa serata,
condizionata sempre dalla tua immensa presenza a tutto campo!!
M: Mah , caro modesto amico giornalista, devo
dirti che il primo tempo, dopo il mio consueto prepartita carico di
spinte morali e ginniche verso i miei compagni, non è stato un
granchè, ci siamo rivolti verso l'avversario, reduce da una
bellisima vittoria contro la blasonata squadra del Boca Junior, in
modo del tutto disordinato e confuso. Solo io, ovviamente ho dato
qualche accento al periodo, con palle stile-spettacolo, che mi hanno
fatto ricordare i bei anni passati in Inghilterra e Germania. Ma
niente è accaduto, ripeto, nel primo tempo, salvo un accidentale
fischio di fine periodo da parte del giovane e fisicissimo arbitro,
che involontariamente, mancanza l'orologio, mancanza la tranquillità
dovuta alla verde età, faceva finire con un anticipo di un quarto
d'ora la fine del primo tempo. Cosa mai successa nella mia carriera
professionistica, eccetto, durante la Coppa d'Africa in Costa
d'Avorio, di qualche anno fa, ma a quel tempo dovuta da un invasione
del campo di Fenicotteri ed Mandragole.
G:Il secondo tempo, Manega, come si è
sviluppato invece?
M:Il secondo tempo , è stato caratterizzato
dai un mio sfogo negli spogliatoi, nella pausa, dove, con le lacrime
agli occhi ed il Rosario in mano, ho inveito paternamente contro il
basso livello di gioco. Mi ricordo le parole dette: "Deio buteli,
ghè 'naltro tempo, dialo boa, che la masciazza!"
G:Parole uscite dal cuore, dal talento!
M:Certo,
tu sì che comprendi il mio gergo ed i miei studi fatti ad Oxford!
G:Poi?
M: Poi la svolta. Il mister Perca cambia
tattica ed al 15° si segna con Zanza (Zazzaron,ndr), che appoggia in
porta un pallone rotolante e poco violento. Merito mio ovviamente.
Io distribuisco gloria a tutti! Poi, con il cuore in mano, entra
Lele Benetazzo e Gigio, due uomini come me con talento meno di me,
cha cambiano faccia alla partita. distribuisco palloni e cross ed,
al 25°, Marco Volpato, mio pupillo, fatto acquistare da me, calcia
un cannonata in porta che viene, in un modo fulmineo e rocambolesco
"parata" con un gesto davvero atletico, che mi faceva ricordare i
miei trascorsi Olimpici a Monaco, che causa rigore ed espulsione del
medesimo terzino.
G:Lo battesti tu?
M:
Io? Scherzi?Io dono. Io dò. Io faccio il calcio e lo faccio provare
a tutti. Regalo i miei goal, e faccio divertire con il mio
altruismo! Lo feci battere al buon Gigio che, sotto mio consiglio,
lo calciò in modo perfetto, facendomi ricordare il rigore battuto
contro l'Arsenal nella finale di Champions dell''88!
G: 2 a 0?
M: Certo, Giampe, 2 a 0! Due miei goal, fatti
fare ai miei sudditi compagni di gioco. Insistetti poi con il Mister
per poter fare entrare il mio caro adepto Pero Perin. Ragazzo in
gamba, milanista convinto. Cosa mi combina Perin? Sottraendomi il
pallone dai piedi, ed io con un sorriso regalandoglielo, dopo un
incauto tirello di Zanza, sfondava la rete sul sette, sancendo il 3
a zero, e dedicando il goal, ovviamente a me!
G: Bel finale insomma!
M:
La storia ci insegna che tutto è possibile. Che io sono il calcio e
gli altri il pallone. Che la maglia è la mia vita, ma sopratutto
quella Kich e firmata. Che i Jeans gli ho inventati io e sopratutto
il modulo a zona. Che "La sai l'ultima" è una mia trovata, ma
sopratutto "Il processo" di Biscardi. Che le Veline me le sono fatte
tutte, ma sopratutto ogni tipo di integratore vitaminico. Che il
Chievo mi vuole, ma anche la pallavolo Femminile. Che non c'è giorno
che io non giochi a calcetto, ma anche a scopone. Che tu, Giampe sei
un pazzo ed io pure. E che anche stasera, nonostante tutto, scherzi
a parte, finzioni a parte, quello che scriverai sarà un po' vero ed
un po' inventato. Perchè, alla fine quello che unisce il vero o il
fiabesco, non è tanto la realtà, ma la realtà che alla fine si sta
insieme, sorridendo, e dandoci l'appuntamento al prossimo
allenamento. Alla prossima partita. Al prossimo campionato. Alla
prossima cena. Alla prossima discussione. O alla prossima stretta di
mano. Perchè il calcio, ai nostri,livelli, è la vera passione del
calcio!
G:
Sono commosso Mauri.
M:Anch'io, in
particolar modo quando vedo i peli di Zanza, le camice del Santi, le
mie eccentriche magliette e la mia squadra!!
Alla fine dell'intervista, andiamo a cena, ed
ovviamente lui è l'istrione, il fulcro, l'ombelico, il sole di
tutti.
Paga lui naturalmente. Come ogni volta che lui
c'è e che il suo modo signorile fa da maestro.
E' stata la più bella intervista della mia
vita. E lui lo sa!
Un po' finzione. Un
po' realtà. Molta stima, per el Manega e tutti i "tosi" del Calcio
Club Lonigo.
Dal "dopo partita" di
Lonigo-La Favorita, questo è tutto.
Giampe.